Quando si migra un sito e-commerce verso un nuovo CMS nel 2024, ci si imbatte rapidamente in scelte tecniche che non esistevano due anni prima. È necessario integrare un motore di ricerca interno potenziato con IA generativa? Adottare le passkey per l’autenticazione dei clienti? Queste domande condizionano il budget, il piano e la stack tecnica di ogni progetto web.
Passkey e autenticazione senza password: cosa cambia sul fronte
In un recente progetto di redesign dello spazio clienti, abbiamo sostituito la coppia identificativo/password con passkey compatibili con WebAuthn. Il vantaggio per l’utente è immediato: niente più modulo di reimpostazione, meno attrito al login. La resistenza al phishing è anche nettamente migliore, poiché la chiave crittografica è legata al dominio.
La specifica WebAuthn Level 3 consente ora a una sola passkey di coprire più domini correlati. Per i marchi che gestiscono più siti (negozio, blog, area assistenza), è un cambiamento operativo concreto. Si configura una sola volta l’autenticazione, e questa funziona su tutto l’ecosistema.
Alcuni team segnalano difficoltà di integrazione con i browser meno diffusi. Sono state documentate anche attacchi mirati alle passkey sincronizzate tramite Google su Windows. Adottare le passkey non elimina tutta la superficie di attacco, ma sposta il rischio verso la gestione dei dispositivi piuttosto che verso la memoria dell’utente.
Per le aziende, pubblicare regolarmente notizie tecnologiche su il sito www di The Web Brains aiuta a seguire queste evoluzioni nel tempo.

AI Act europeo: il calendario normativo che struttura i progetti web
L’AI Act europeo è entrato in vigore il 1° agosto 2024. Non è un testo teorico: si applica per fasi successive, e ogni fase modifica ciò che si può implementare su un sito o un’applicazione.
Dal febbraio 2025, alcune pratiche di IA sono vietate (scoring sociale, manipolazione comportamentale). Da agosto 2025, gli obblighi riguardano i modelli di IA a uso generale (GPAI), inclusi quelli che integriamo tramite API di terze parti per contenuti automatizzati o raccomandazioni di prodotto. Gli obblighi di trasparenza entreranno in vigore da agosto 2026.
Concretamente, se utilizziamo un chatbot IA su un sito e-commerce o un generatore di contenuti per alimentare un blog, dobbiamo verificare che il fornitore del modello rispetti gli obblighi GPAI. La conformità non dipende più solo dall’editore del sito, ma dall’intera catena di subappalto tecnico.
Punti da verificare prima di integrare uno strumento IA sul proprio sito
- Il fornitore del modello ha pubblicato una documentazione tecnica conforme ai requisiti GPAI dell’AI Act, in particolare sui dati di addestramento e sui rischi sistemici?
- L’interfaccia utente segnala chiaramente che il contenuto è generato da un’intelligenza artificiale, come richiederà la fase di trasparenza?
- I dati personali raccolti dallo strumento rispettano il GDPR oltre all’AI Act, con un DPA (Data Processing Agreement) aggiornato?
Strategia SEO e contenuto generato da IA: scelte sul campo
Google non vieta il contenuto generato da IA, ma i suoi aggiornamenti recenti penalizzano i contenuti privi di valore aggiunto, siano essi umani o automatizzati. Sul campo, si osserva che le pagine miste (struttura IA + riscrittura editoriale) performano meglio rispetto al tutto automatico o al tutto manuale lento da produrre.
La questione non è scegliere tra IA e redattore. È definire un flusso di lavoro in cui l’automazione accelera la produzione senza sacrificare la pertinenza. Un brief strutturato, una generazione di primo abbozzo, poi una revisione umana che aggiunge dati sul campo, esempi concreti, link interni pertinenti.
Strumenti di automazione del marketing dei contenuti
Gli strumenti che combinano generazione di testo e ottimizzazione SEO si sono moltiplicati. Il classico tranello: produrre in massa contenuti che si somigliano tutti e diluiscono l’autorità del dominio. La strategia vincente rimane pubblicare meno ma con una densità informativa più alta, puntando a query specifiche piuttosto che a parole chiave generiche.
Per i marchi che gestiscono il proprio pubblico sui social media in parallelo, lo stesso principio si applica. L’engagement non deriva dal volume delle pubblicazioni, ma dalla pertinenza del contenuto rispetto a ciò che cerca realmente il pubblico. Gli influencer che performano nel 2024 sono quelli che producono contenuti specializzati, non quelli che pubblicano quotidianamente senza una linea editoriale.

Performance web e Core Web Vitals: le soglie che contano davvero
Si passa spesso troppo tempo a ottimizzare il Largest Contentful Paint mentre il problema reale si trova sull’Interaction to Next Paint (INP), che ha sostituito il First Input Delay a marzo 2024. Questo cambiamento di metrica modifica le priorità tecniche.
L’INP misura la reattività complessiva della pagina durante l’intera sessione, non solo al primo clic. I siti che caricano script di terze parti pesanti (analytics, A/B testing, chat online) sono i primi a essere penalizzati. Prima di aggiungere un nuovo strumento di marketing sul sito, testiamo il suo impatto sull’INP in condizioni reali, non solo in laboratorio.
- Auditare ogni script di terze parti con gli DevTools di Chrome (scheda Performance) per misurare il suo impatto sul thread principale
- Ritardare il caricamento dei widget non critici (chatbot, pop-up newsletter) dopo l’interazione iniziale dell’utente
- Privilegiare le soluzioni lato server per la personalizzazione piuttosto che script client che bloccano il rendering
Il rapporto tra performance web e tasso di conversione rimane diretto. Un sito veloce e reattivo converte meglio, trattiene gli utenti più a lungo e invia segnali migliori a Google. La tendenza del 2024 non è aggiungere funzionalità, ma rimuovere ciò che rallenta senza apportare valore misurabile.
Questi quattro assi (autenticazione, regolamentazione IA, strategia di contenuto, performance tecnica) non sono tendenze decorative. Sono i temi su cui i team web dedicano tempo ogni settimana, con scelte di budget reali e impatti misurabili su traffico, sicurezza e conformità.



